La sinfonia del Leader in ascolto – come creare una nuova melodia con il tuo team

Tutti noi crediamo di sapere qual è il ruolo di un leader, ma, in un mondo soggetto a continui cambiamenti, caratterizzato dall’incertezza e dalla mutevolezza delle competenze professionali che ci vengono richieste dal mondo aziendale, la figura del leader si sta espandendo e distribuendo a più livelli nei contesti organizzativi, modificandone profondamente la natura.

Il vero leader, infatti, non è più colui che comanda, ma la persona che spinge all’azione, guida, ispira, crea un ambiente positivo, getta le basi per creare una cultura organizzativa di valore, dove fiducia e condivisione diventano la mappa comportamentale del gruppo di lavoro che la sostiene.

Quello del leader non è più un ruolo, ma un modo di essere. Il direttore d’orchestra ha la bacchetta, come il mago.  Ezio Bosso

Un leader è una persona capace, leale ed ottimista, a cui tutti guardano per conoscere la strada, e con la sua bacchetta magica sostiene, incoraggia e coinvolge sia all’interno del contesto organizzativo sia all’esterno.

È positivo, ha senso dello humor ed è capace di riconoscere e valorizzare i talenti.

È attento ai bisogni dei propri collaboratori e comunica empaticamente.

Sviluppa una visione e studia le strategie migliori per perseguirla, conducendo il suo gruppo di lavoro a raggiungere gli obiettivi, motivandoli ed incoraggiandone il successo personale.

È il Direttore d’Orchestra che guida i suoi elementi creando una melodia unica, che emoziona, che accompagna, che fa sognare e rinnova lo spirito.

La Scienza del Sé, il metodo di auto-consapevolezza ideato dal Prof. Sandro Formica, ci spiega come uno dei segreti per creare questa melodia inter-personale con l’altro sia ascoltare, e farlo in maniera attiva e consapevole.

Quando ci mettiamo in relazione con una persona, la nostra comunicazione deve essere rivolta proprio a lei, e l’unico modo per farlo è ascoltarla, con le sue esigenze, con il suo modo di essere, con il suo sé che si esprime attraverso il linguaggio del corpo e delle emozioni. È da qui che il centro dell’attenzione si sposta da noi verso l’altro.

Quante volte, mentre parliamo con qualcuno, stiamo pensando già a cosa ribattere per spiegare le nostre idee, o alla lista della spesa, oppure, ancora peggio, abbiamo il cellulare in mano e diamo una lettura veloce alle mail o a WhatsApp?

Non stiamo davvero ascoltando!

Se sei leader in un’organizzazione, conosci le difficoltà che il tuo team sta attraversando in questo momento. So che stai facendo del tuo meglio.

Ma cosa puoi fare per comporre, invece, la tua nuova melodia e guidare la tua orchestra in un nuovo mondo,  fatto di nuove possibilità, di opportunità per ripartire rinnovati e migliorati?

Per prima cosa, mettiti in ascolto di te stesso. Ascolta la memoria dei tuoi ricordi, relativi alla strada che hai percorso finora e le emozioni che ti hanno fatto arrivare fino a qui. Ascolta, poi, quali sono i bisogni, le istanze e i desideri dei membri del tuo gruppo di lavoro.

Anche se lavorate a distanza e ti senti disconnesso da loro a livello fisico o emotivo, programma degli incontri di qualità, dove ritrovarvi e (ri)comporre lo spartito insieme.

La musica ci insegna la cosa più importante che esista: ascoltare.  La musica è come la vita. Si può fare in un solo modo: insieme. Ezio Bosso

 

Ma come allenare l’Ascolto attivo durante un incontro o una conversazione? Ecco alcuni accorgimenti:

Sii empatico. Innanzitutto, cerca di entrare in empatia con i tuoi collaboratori. Cerca di capire che emozioni stanno provando, mettiti al loro posto e rispondi adeguatamente alle loro domande, in maniera autentica;

Mostra loro interesse. Accoglili e dimostra loro sincero interesse. Fai tante domande. Se sei disinteressato o non stai ascoltando, probabilmente, anche se fai di tutto per nasconderlo, le persone se ne accorgeranno. E le perderai;

Sospendi il giudizio. Cerca di non giudicare e di non avere pregiudizi;

Sii concentrato. Focalizzati sull’incontro. Svuota la mente prima di cominciare. Anche se ti è appena arrivata una mail sgradevole, o ti è capitato qualcosa di spiacevole, o ti senti stressato, cerca di non pensarci in quel momento e di rimandare questi pensieri a dopo;

Sii rispettoso. Non interrompere il flusso comunicativo. Non pensare alle possibili risposte non appena qualcuno inizia a parlare. Magari prendi nota se hai delle domande da fare in un secondo momento, quando sarà il tuo turno;

Sii curioso. Non interpretare. Chiedi al tuo interlocutore cosa intende dire o comunicarti, oppure ripeti l’ultima frase che hai sentito per incoraggiarlo a continuare o ad approfondire, al fine di ottenere più elementi di comprensione;

Ricrea l’ordine. Se emergono informazioni o elementi di distrazione, riporta il focus sul tema che stavate affrontando;

Sii attento. Guarda negli occhi i tuoi interlocutori e fa’ attenzione al linguaggio del loro corpo;

Sii consapevole. Ascolta le tue sensazioni quando parli con loro. Ascolta non solo con le orecchie, ma con tutto il tuo essere.

Ora prova a riflettere un attimo sulle seguenti domande:

  • Quali sono le tue difficoltà nell’ascoltare gli altri?
  • Quali sono le caratteristiche dell’altro che ti facilitano l’ascolto?
  • Quali sono le caratteristiche dell’altro che ostacolano il tuo ascolto?

Con queste tecniche riuscirai non solo a riconnetterti alla tua personale melodia, ma soprattutto a chiedere in maniera efficace alla tua orchestra di suonare le sue note insieme a te.

Il tuo spartito è lì che ti aspetta, pronto per essere aperto e (ri)creato.

Ora tocca a te!